Presentato in concorso all’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, No Other Choice è la nuova opera di Park Chan-wook, maestro coreano già autore di titoli di culto come Oldboy e The Handmaiden. L’anteprima mondiale ha scatenato entusiasmo: nove minuti di applausi hanno accolto un film che molti già considerano tra i più importanti della sua carriera.
Un ticchettio. Così si apre After the Hunt. Non è solo un suono, è un presagio: il tempo che scorre, il conto da pagare, l’ansia che cresce. Guadagnino lo mette lì, netto, prima ancora che compaiano i titoli di testa. E quei titoli, bianchi su nero, volutamente retrò, ci riportano a un’epoca di cinema che non c’è più.
Per chi immagina Hollywood come un luogo di luci brillanti e ricatto emozionale, Kim Novak è stata tutto il contrario. Nata Marilyn Pauline Novak nel 1933, accettò il nome d’arte suggerito per evitare l’eccessiva vicinanza con Marilyn Monroe, ma si oppose all’idea di cambiare il suo cognome — una scelta che già suggerisce la sua determinazione a rimanere se stessa.