Ultimo tango a Parigi (1972) di Bernardo Bertolucci segna una definitiva svolta nella percezione della sessualità cinematografica. Nel clima cupo degli anni ’70, il crudo realismo delle compiacenze erotiche delle immagini cinematografiche si scontra con la visione di un’Italia pudica, moralista e democristiana, incapace di cogliere l’autentico dramma dell’istinto di un film, come lo ha definito Moravia, «non di eventi, bensì di situazioni simboliche e ideologiche».
Tutta la trilogia è costruita su una tensione silenziosa: il tentativo di ritrovare ciò che è accaduto in Before Sunrise. Ma quel momento non è replicabile. Perché non è fatto solo di due persone. È fatto di un’età, di una leggerezza, di una possibilità. È fatto di un tempo che non sapeva ancora cosa sarebbe diventato.
The Drama appartiene a questa seconda categoria: non costruisce un discorso sulla colpa, ma sul giudizio. Su quel meccanismo invisibile e quotidiano che ci porta a interpretare, etichettare, decidere - spesso senza sapere davvero.