Ultimo tango a Parigi (1972) di Bernardo Bertolucci segna una definitiva svolta nella percezione della sessualità cinematografica. Nel clima cupo degli anni ’70, il crudo realismo delle compiacenze erotiche delle immagini cinematografiche si scontra con la visione di un’Italia pudica, moralista e democristiana, incapace di cogliere l’autentico dramma dell’istinto di un film, come lo ha definito Moravia, «non di eventi, bensì di situazioni simboliche e ideologiche».
Tutta la trilogia è costruita su una tensione silenziosa: il tentativo di ritrovare ciò che è accaduto in Before Sunrise. Ma quel momento non è replicabile. Perché non è fatto solo di due persone. È fatto di un’età, di una leggerezza, di una possibilità. È fatto di un tempo che non sapeva ancora cosa sarebbe diventato.
The Drama appartiene a questa seconda categoria: non costruisce un discorso sulla colpa, ma sul giudizio. Su quel meccanismo invisibile e quotidiano che ci porta a interpretare, etichettare, decidere - spesso senza sapere davvero.
Ci sono film che osservano la realtà. E poi ci sono film che la abitano. San Damiano di Gregorio Sassoli e Alejandro Cifuentes non si limita a raccontare una storia ai margini: ci porta esattamente lì, dove il margine smette di essere distanza e diventa casa.
1 aprTempo di lettura: 5 min
La condanna (s)velata della censura in Italia: l'opacità del reale
La nostra rubrica mensile - ogni ultima domenica del mese - sulla censura nel cinema italiano.