Ci sono film che parlano del lutto, e poi c’è Hamnet, un’opera che sembra bussare direttamente alla coscienza emotiva dello spettatore con la delicatezza di un sussurro e la forza di un grido. La morte di un figlio non è solo un evento: è un vuoto che risuona attraverso le generazioni, un’assenza che diventa presenza nei gesti, nelle case, negli sguardi silenziosi dei sopravvissuti.