Cime Tempestose ci è piaciuto. E sì, non abbiamo letto il romanzo di Emily Brontë. Forse dovremmo. Forse no. Perché a volte è necessario imparare a guardare un film come un organismo autonomo, lasciarlo esistere nel proprio tempo, senza chiedergli continuamente conto di una fedeltà che non ha mai promesso.
Sentimental Value, diretto con raffinata profondità da Joachim Trier, è un film che non si accontenta di raccontare una storia: crea uno spazio emotivo vivente. Qui la famiglia non è un set neutro, ma un organismo pulsante in cui passato e presente si intrecciano in modi tanto visibili quanto impercettibili.
C’è cinema che ti racconta una storia. E poi c’è cinema che ti fa vivere una pulsione: un sogno, un’ossessione, un desiderio il cui ritmo è più veloce di una pallina da ping‑pong. Arrivato in Italia il gennaio 2026, Marty Supreme - attualmente al cinema - è uno di quei film che non si dimenticano appena finisce il titolo di coda.
Entrare in sala per Avatar: Fire and Ash significa immergersi, ancora una volta, in un cinema che punta tutto sull’esperienza. Il problema emerge quando lo sguardo si sposta dalla forma al racconto.
Con Orfeo, Virgilio Villoresi realizza un film che sfida ogni classificazione e si pone in una dimensione laterale, ortogonale rispetto alla produzione contemporanea. Non tenta di aggiornare il mito in modo convenzionale, né si limita a rielaborarlo con estetica “d’autore”.