Nel panorama dei social network, dove a dominare sono video brevissimi e algoritmi incomprensibili, c’è un luogo che resiste con calma e ostinazione: Letterboxd. Nato nel 2011 in Nuova Zelanda, oggi è diventato il punto di riferimento per cinefili, aspiranti critici e semplici spettatori che vogliono tenere traccia delle proprie visioni. Un diario, un archivio, ma anche una comunità globale che ha cambiato il modo in cui parliamo di cinema.
Strippoli racconta Remis, un villaggio dove tutti sembrano felici grazie a un rituale singolare: Matteo, un ragazzo introverso, assorbe il dolore degli altri abitanti. Questa premessa diventa un pretesto per esplorare temi universali e trasversali: quanto l’empatia forzata possa diventare un peso insostenibile, quanto farsi carico dei dolori altrui possa prosciugare le energie fisiche ed emotive di un individuo.
La storia è ambientata ad Algeri, negli anni Trenta. Meursault, un modesto impiegato, partecipa al funerale della madre senza piangere. È questa assenza di lacrime a incrinare tutto. Da quel momento, il suo destino sembra segnato.