A differenza di altre attrici della sua generazione, Claudia non aveva la recitazione come artificio tecnico, non lavorava di costruzione intellettuale: era corpo, voce, respiro, gesto. La sua recitazione nasceva dall’essere, non dal voler apparire.
In the Mood for Love non è un film d'amore nel senso tradizionale del termine. Non racconta una storia di passione consumata, ma esplora il territorio ambiguo tra desiderio e inibizione, tra ciò che è detto e ciò che è taciuto.
Ethan Coen sceglie la strada dell’anarchia stilistica e narrativa: chi conosce i Coen ritrova il gusto per il grottesco e l’assurdo, ma qui il tono è ancora più libero, quasi sperimentale.