Ci sono film che parlano del lutto, e poi c’è Hamnet, un’opera che sembra bussare direttamente alla coscienza emotiva dello spettatore con la delicatezza di un sussurro e la forza di un grido. La morte di un figlio non è solo un evento: è un vuoto che risuona attraverso le generazioni, un’assenza che diventa presenza nei gesti, nelle case, negli sguardi silenziosi dei sopravvissuti.
Sentimental Value, diretto con raffinata profondità da Joachim Trier, è un film che non si accontenta di raccontare una storia: crea uno spazio emotivo vivente. Qui la famiglia non è un set neutro, ma un organismo pulsante in cui passato e presente si intrecciano in modi tanto visibili quanto impercettibili.
C’è cinema che ti racconta una storia. E poi c’è cinema che ti fa vivere una pulsione: un sogno, un’ossessione, un desiderio il cui ritmo è più veloce di una pallina da ping‑pong. Arrivato in Italia il gennaio 2026, Marty Supreme - attualmente al cinema - è uno di quei film che non si dimenticano appena finisce il titolo di coda.